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Domenica 25 settembre 2011 si è tenuta, ad Arcevia, la 58° Festa dell’Uva, un avvenimento di grande risonanza locale. Le insegnanti e gli alunni della scuola Primaria “A. Anselmi” hanno partecipato con grande impegno costruendo, grazie all’aiuto dei genitori, un carro veramente bello e ricco di significanze didattico-pedagogiche.

Bambini vestiti da piemontesi e garibaldini con quattro di loro che rappresentavano i Padri della Patria, accompagnati sul carro dalla “maestrina dalla penna rossa” hanno costruito un gigantesco puzzle dell’Italia unita ripercorrendo le fasi della formazione dell’Italia del 1861.

Toccante ed emozionante il coro di tutti gli alunni che hanno cantato l’”Inno di Mameli” alla fine dell’esibizione. Meritatissimo il terzo premio, ad un punto dal secondo e a due dal primo. Riportiamo la presentazione del carro letta durante la sfilata.

Presentazione Carro dell’Uva della Scuola Primaria “A. Anselmi” di Arcevia

Tanto tanto tempo fa il pensiero di uno stato unito chiamato Italia era un’idea a volte fumosa, un vago desiderio, un sogno di alcuni tra i più intraprendenti e generosi uomini dell’epoca.

La nascita dell’Italia come stato sovrano non è stata indolore: essa è costata infinite sofferenze, sacrifici, sangue, vite umane.

Noi, oggi, in questa festa li vorremmo ricordare tutti, uno ad uno, ma naturalmente questo non è possibile ed allora abbiamo interpretato le quattro figure fondamentali, i cosiddetti Padri della Patria e cioè: Garibaldi l’eroe dei due mondi, Cavour il tessitore, Vittorio Emanuele allora re di Piemonte e Sardegna, Mazzini il teorico repubblicano della “Giovine Italia”.

I pensieri ed i discorsi erano tanti, Cavour non amava Garibaldi che non amava Vittorio Emanuele che perseguitava Mazzini che detestava sia lui sia Cavour e così via

Nel momento più importante, però, seppero unirsi e superare tutte le difficoltà e le incomprensioni, misero da parte le loro convinzioni personali ed insieme operarono per raggiungere l’ambizioso obiettivo: creare un nuovo Stato creare l’Italia e formare gli italiani.

Ora con l’aiuto della maestrina dalla penna rossa (di deamicisiana memoria) e di alcuni alunni ripercorriamo le fasi della formazione del nostro Stato.

Cominciò Garibaldi che da uomo d’azione era piuttosto impaziente, sbarcato in Sicilia cominciò a conquistare i territori del Sud che abbiamo raffigurato con il colore rosso.

Al centro c’erano vari stati tra cui lo stato della chiesa e il granducato di toscana che abbiamo dipinto con il colore bianco.

Al Nord Il regno di Sardegna, che qui per esigenze cromatiche comprende anche il Friuli, è stato realizzato con il colore verde.

Fatta l’Italia bisognava celebrare l’avvenimento con un brindisi, ma certamente, visto che non si trattava di una semplice festa di compleanno, bisognava trovare un vino eccezionale, di gran pregio, adeguato all’importanza della cerimonia.

Non è storicamente accertato (il Prof. Mattozzi sostiene che non ci sono prove certe), ma sembra che ancora una volta i Padri della Patria si trovarono d’accordo (fu l’ultima!) e scelsero il verdicchio di quelle colline che vedete qui ricostruite fedelmente con certosina pazienza, scelsero, dicevamo, il verdicchio delle colline di Arcevia, splendido comune al centro del Centroitalia.

Arcevia commossa e riconoscente promise che avrebbe ricordato il fatto 150 anni dopo con un carro fatto dagli alunni, dai genitori e dagli insegnanti del plesso della scuola primaria Anselmi.

Promessa mantenuta, quindi, e visti i tempi che corrono non ci sembra proprio poco!

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