Accedi

X

 Login                 

Per il secondo anno consecutivo, la classe IV A della scuola Primaria “Anselmi” di Arcevia si è aggiudicata il primo premio inerente al concorso “Esploratori della Memoria” indetto dall’ANMIG in collaborazione con gli Uffici Scolastici Regionali, per la sezione Percorsi di ricerca.

La premiazione si è svolta il 9 maggio, presso la sala congressi della Mole Vanvitelliana di Ancona, alla presenza di autorità e scolaresche.

Individuata come “Pietra” l’Abbazia di Santa Croce di Sassoferrato che nel tempo ha più volte cambiato destinazione d’uso, e la cui storia è poco conosciuta sul territorio, l’insegnante Cristina Carelli ha elaborato una proposta di massima che ha sottoposto agli alunni, già piccoli “esperti” di ricerca sul territorio, che hanno accolto l’ipotesi di lavoro con entusiasmo e via via si sono resi attivi anche nella fase progettuale che ha preso la sua forma attuale lavorando alla ricerca con il ritrovamento di fonti anche inedite e di particolare interesse.

La ricerca di storia locale ha portato gli alunni a riflettere sul concetto di libertà oggi e nel passato.

Il percorso si articola attraverso domande che suscitano questioni, partendo dal presente per ricostruire il passato e ritornare al presente per comprenderlo, così da sviluppare negli alunni il senso di appartenenza alla storia.

I ragazzi hanno analizzato i fatti accaduti negli ultimi ottanta anni nel nostro territorio, in Italia e in Europa, per risalire non solo al fatto che oggi siamo liberi ma riflettere su cosa si intende per libertà.

Il ricordo degli ottanta anni dell’emanazione delle leggi razziali in Italia è stato un buon punto di partenza per riflettere sui temi presi in considerazione, dopo la visita effettuata alla mostra “L’Umanità negata”, presso il palazzo del Quirinale.

La ricerca di storia locale è la descrizione di un Campo si Concentramento e Polizia esistito a Sassoferrato nel 1943 nell’Abbazia di Santa Croce.

Per raccogliere le informazioni gli alunni si sono documentati presso l’Archivio di Stata di Ancona, analizzando i documenti utili alla ricerca. Sono stati letti brani da libri e varie pubblicazioni di storia locale e filmate testimonianze dirette. Tutte le informazioni selezionate sono state utilizzate per produzioni diverse: testi storiografico-descrittivi e/o narrativi, disegni.

Una parte molto significativa della ricerca ha riguardato il racconto della vita del bisnonno di un alunno proveniente da S. Pietroburgo, prigioniero ad Auschwitz e poi esiliato in Siberia.

Gli alunni hanno avuto modo di confrontare storie accadute nello stesso periodo storico in luoghi lontani e diversi, ampliare le proprie conoscenze contestualizzando nella storia generale i fatti di storia locale e sviluppare il senso di appartenenza anche per quanto riguarda i bambini di origine straniera

Come si può evincere già da quanto sopra, per la realizzazione del percorso è stato applicato il metodo della ricerca storica secondo una pratica, ormai per l’insegnante abituale, per l’insegnamento-apprendimento della storia, acquisita e continuamente perfezionata in un percorso di formazione continua con l’Associazione Clio 92 ( Associazione di insegnanti e ricercatori sulla didattica della storia - Presidente prof. Ivo Mattozzi - Università di Bologna e di Bolzano) di cui fa parte e con la quale collabora per l’organizzazione annuale dei corsi di formazione nazionale SEA (Scuola Estiva di Arcevia).

Applicando poi la didattica per problemi, che prevede un procedimento per domande a cui dare risposte concrete, i bambini, oltre a lavorare con entusiasmo, hanno sviluppato: senso di responsabilità, autonomia di lavoro, fiducia e stima nelle proprie possibilità, competenza a lavorare con gli altri, competenza a prendere decisioni.

Le insegnanti Cristina Carelli e Monica Bucari, con l’aiuto dell’amica Nadia Catozzi, hanno prodotto un Power Point come documentazione del percorso effettuato.

Durante la premiazione l’insegnante ha tenuto a sottolineare la soddisfazione per essere riuscita ad usare le “Pietre della Memoria” non solo per rafforzare la funzione docente nella didattica di tutti i giorni, ma per aver portato gli alunni a riflettere sul valore civico e morale che ognuno di noi fa parte di una storia, che ci trascende e di fronte alla quale siamo chiamati a rispondere, con le nostre scelte, come in un ideale passaggio di testimone. Dare voce ai nomi incisi nelle pietre, parlare di libertà, Costituzione, ha senso se ci porta a rafforzare il nostro senso di appartenenza e responsabilità.

indicatore di caricamento rotante