Vivere in un piccolo borgo significa vivere immersi nella storia e talvolta è possibile anche ascoltare il suo antico paesaggio sonoro che riempie l’assordante silenzio del tempo trascorso. Così è stato Domenica 29 settembre 2024 quando la scuola primaria A. Anselmi ha partecipato alla 68^ Edizione della Festa dell’Uva con grande gioia ed entusiasmo, coinvolgendo il pubblico con canti e balli della tradizione marchigiana.
Gli alunni di tutte le classi, alcuni vestiti da contadinelli ed altri con il costume tradizionale delle feste, si sono esibiti in Piazza Garibaldi circondati da un bagno di folla. Hanno iniziato con il saltarello, la danza popolare che allietava la vita dura dei contadini nei momenti di riposo e di convivialità, continuando poi con il pirulì, un ballo semplice e molto gioioso.
Infine si sono esibiti in coro cantando “La Pasquella” e il “Cantamaggio”.
La Pasquella era un canto di questua: alcuni contadini, tra il 5 e il 6 gennaio quando si era attesa nell’arrivo della Befana, accompagnati dal suono dell’organetto o della fisarmonica, si recavano in giro per le case coloniche o del padrone delle loro terre, sapendo che in cambio di un momento musicale avrebbero ottenuto qualche prelibatezza da gustare poi insieme.
Anche il Cantamaggio era un canto di questua eseguito nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio da comitive ambulanti che passavano di casa in casa per cantare il maggio, una sequenza di stornelli a saltarello con i quali, dopo aver richiesto la tradizionale licenza di cantare, chiedevano in cambio cibarie.
Questi canti e balli hanno lasciato il sapore autentico di un mondo ormai trascorso che però non deve essere dimenticato, in quanto i bambini hanno bisogno di conoscere il loro passato per costruire sé stessi e la propria identità, sentendosi parte di una comunità viva ed accogliente che è il loro presente ma che sarà anche il loro futuro.
Partecipare a queste manifestazioni del territorio significa appropriarsi della memoria storica di un luogo, conoscere il patrimonio culturale immateriale, condividere usi, costumi, tradizioni e valori che rendono unici e particolari ogni luogo, insegnando al contempo il rispetto di quelli degli altri.
In questa occasione l’Educazione civica si è spostata dalla classica lezione ai luoghi delle emozioni: le strade, le piazze e i vicoli in festa, spazi di incontri e di dialoghi, del proprio essere e del proprio divenire cittadini del mondo con la musica nel cuore.
Si ringraziano sentitamente tutte le famiglie per aver contribuito fornendo dolcetti prelibati alla cantina della scuola che quest’anno come non mai ha avuto un successo enorme.








































