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Dopo le prime settimane di lockdown ho pensato di far esprimere i ragazzi di 1C su questa esperienza imprevedibile, difficile da vivere e dal notevole impatto sulla loro naturale socialità.

Ho creduto importante uscire dalla logica del "compito" e del "voto", per ascoltarli semplicemente e far capire che, oltre alla famiglia, anche nella scuola potevano trovare persone disposte ad accogliere le loro eventuali paure o anche la loro forza e spensieratezza, pure in una situazione così spiazzante.

E' stato assegnato un modello che gli studenti hanno reinventato per raccontare il loro stare a distanza dai parenti, dagli amici e dalla scuola in presenza.

Nei pannelli le loro voci e alcuni pensieri ricorrenti: la scuola manca (qualche volta anche i professori!) e gli amici sono il desiderio più grande.

Colpiscono i colori brillanti, segno di grande resilienza, cui forse ha contribuito un po' di normalità ritrovata con le lezioni quotidiane e i compiti (sì, anche loro!), un appuntamento fisso durante il quale potersi incontrare e parlare, anche se davanti a uno schermo.

Prof.ssa Anna Rita Pasqualini

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