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Il primo giorno…

Lunedì 10 aprile 2017 noi alunni delle classi seconde delle Scuole Secondarie dell’I.C. di Arcevia, in totale sessantasei ragazzi, accompagnati dagli insegnanti Simone Abate, Marta Marchetti, Marcello Montanari, Daniele Priori e Michele Quagliani, abbiamo dato il via al nostro viaggio di istruzione in Campania: sveglia alle 4:00 e partenza in pullman a due piani alle 5:00, un vero incubo per dei dormiglioni come noi! Pausa pranzo lungo il tragitto e poi… via! Si riparte, destinazione Pompei!

Pompei

Appena arrivati, alle 14:00, ci sono venute incontro due simpatiche guide che, dopo averci suddivisi in due gruppi, ci hanno accompagnati, sotto un sole cocente, alla scoperta dell’antica città. In loro compagnia abbiamo iniziato a girare all’interno di viottoli stretti oppure a percorrere grandi strade che portano ancora il segno delle ruote dei carri che passarono di lì centinaia di anni fa. Abbiamo visitato innumerevoli botteghe: dei vasai, dei panettieri, dei fabbri o quelle “in stile fast food”, dove era possibile servirsi da soli il cibo. Siamo entrati nelle case di Pompei, le antiche domus, appartenute a ricche famiglie e dotate di ogni genere di comfort: maestosi giardini con colonne e graziosi alberelli; stanze decorate da mosaici che si sono conservati fino ad oggi; terme, dove era possibile rilassarsi passando dal tepidarium, al calidarium, al frigidarium. Ci ha particolarmente colpiti il fatto che i ricchi preferissero non utilizzare le loro “mini Spa”, e si recassero piuttosto in quelle pubbliche, che costituivano veri e propri luoghi di incontro tra uomini d’affari.

Pompei

Pompei

Pompei

Pompei

Pompei

Continuando il nostro giro, siamo entrati nella cavea dell’anfiteatro romano di Pompei, molto più piccolo del Colosseo a Roma, ma altrettanto pieno di storia e tradizione. Le guide ci hanno spiegato che ancora oggi, al suo interno, si svolgono spettacoli teatrali e concerti, proprio dove, in passato, combattevano belve e gladiatori.

Pompei

Abbiamo poi visto i calchi dei corpi di un cane e delle persone, adulti e bambini, che sono state sommerse dalla lava durante l’eruzione del Vesuvio del 24 agosto del 79 d.C., descritta da Plinio il Giovane. Ci sono stati inoltre mostrati ossa, vasellame ed utensili vari ritrovati negli scavi.

Pompei

Pompei

Ci siamo infine incamminati verso l’uscita e, salutate le nostre guide, siamo risaliti sul pullman, che, prima di accompagnarci in albergo, ci ha fatto fare una sosta di un’oretta nella città di Sorrento. Già durante il tragitto si è aperto ai nostri occhi un panorama mozzafiato, che abbiamo in seguito potuto ammirare con tranquillità dalla terrazza su cui sbucano le viottole, piene di ristorantini e negozietti, che si diramano da Piazza Tasso verso il mare. Un paesaggio che al tramonto era a dir poco incantevole! Qui i nostri professori ci hanno anche lasciato un po’ di tempo libero per poter acquistare i primi souvenir o per poter gustare un gelato in uno degli innumerevoli locali strapieni di leccornie.

Poco prima di cena, siamo arrivati in albergo: l’”Hotel Club” a Sant’Agnello, che ci avrebbe ospitati per due notti. Dopo esserci sistemati in camera e dopo una cena veloce, siamo usciti per una passeggiata. La temperatura si era abbassata e la stanchezza iniziava a farsi sentire, perciò non abbiamo fatto troppe storie dopo che i nostri insegnanti ci hanno detto che saremmo dovuti andare a dormire. L’indomani ci attendeva un’altra splendida giornata!

Il secondo giorno…

Martedì 11 aprile la nostra sveglia è suonata alle 7:30, ma molti di noi, per l’emozione, erano già alzati da tempo. Dopo una rapida colazione, eravamo pronti per partire alla volta della Costiera Amalfitana. Ad attenderci nella hall dell’hotel c’erano due guide, una delle quali era Alfredo, il simpatico e preparato ragazzo che il giorno precedente ci aveva accompagnati per le vie di Pompei e che quella mattina ci avrebbe illustrato le bellezze della Costiera, che avremmo ammirato perlopiù dal pullman. La strada era piuttosto stretta e tortuosa, però è valsa la pena percorrere quel tragitto per andare alla scoperta di paesini minuscoli, colorati e arroccati su scogli a picco sul mare: Minori, Maiori, Positano, Tramonti, Atrani, Furore, Positano e, infine, Amalfi.

Amalfi

Arrivati ad Amalfi, siamo scesi per visitarne il favoloso centro storico e il Duomo e per poi pranzare in un ristorantino molto caratteristico: “Il Tarì”, che prende nome dall’omonima moneta in uso nella Repubblica Marinara di Amalfi, il tarì amalfitano, appunto.

Amalfi

Appena finito di mangiare, ci siamo diretti verso il porto, dove un battello ci aspettava per farci visitare, da una diversa prospettiva e stavolta via acqua, la Costiera Amalfitana. Nel battello abbiamo scattato molte foto, mentre la guida ci raccontava la storia di questa costa e diversi aneddoti molto curiosi e divertenti su Amalfi e dintorni.

Amalfi

Una volta terminato il giro, in pullman ci siamo diretti verso il paese di Ravello, dove abbiamo avuto un po’ di tempo libero per fare merenda e comprare alcuni souvenir del posto nei piccoli negozi che circondano la piazza principale. Rientrati all’hotel, sebbene fossimo stanchissimi, alcune di noi hanno avuto energie sufficienti per raggiungere a piedi il centro di Sorrento insieme agli insegnanti Marchetti e Quagliani, invece i maschi hanno preferito rimanere in albergo insieme ai Prof. Abate, Montanari e Priori per guardare la partita della Juventus trasmessa alla TV. Anche questa seconda giornata è presto volta al termine, tra sorrisi e risate.

Il terzo giorno…

L’ultima giornata in Campania è iniziata molto presto: per preparare le valigie e fare colazione molti di noi si sono svegliati alle 6:30, in maniera tale da riuscire a rispettare l’orario stabilito dai Proff. per la partenza e, a dire il vero, la puntualità è stata il nostro forte per tutta la durata del viaggio di istruzione!

Alle 8:00 in punto ci siamo precipitati nella hall dell’albergo per consegnare ai proprietari le chiavi magnetiche delle nostre stanze. Abbiamo poi raggiunto il pullman, non prima di aver percorso almeno 300 metri per arrivare al punto d’incontro.

Intorno alle 10:00 siamo arrivati al Parco Nazionale del Vesuvio e qui, dopo una mezz’ora abbondante di camminata, siamo saliti fino al cratere, accompagnati da una guida del posto, la quale, tra le altre cose, ci ha spiegato che il Vesuvio, prima dell’eruzione del 79 d.C., era un unico ed enorme vulcano chiamato Monte Somma, alto ben 3000 m. Ci ha poi mostrato un casolare rosso su una collinetta e ci ha detto che quello era l’Osservatorio del Vesuvio, grazie al quale vengono condotti studi in grado di cogliere i segnali che accompagneranno un’eventuale eruzione. La collinetta sulla quale si trova l’Osservatorio è l’ultima parte rimasta del versante Nord del Monte Somma. Praticamente più di 1800 m di vulcano sono saltati in aria durante l’eruzione che ha distrutto Pompei e, successivamente, Ercolano. Questo racconto ci ha colpito molto!

Vesuvio

Vesuvio

Vesuvio

Dopo aver esplorato il cratere e aver goduto del panorama sulla città di Napoli, quella mattina – a dire il vero – leggermente velata da una foschia, abbiamo iniziato la discesa. La passeggiata è stata piuttosto faticosa, ma per fortuna ad attenderci in fondo al vulcano c’erano la pizza e le patatine fritte preparateci dalla pizzeria “Gianni al Vesuvio”: l’impasto della pizza era molto soffice, il condimento buonissimo.

Dopo il pranzo siamo usciti nel giardino antistante il ristorante e per una buona mezz’oretta abbiamo osservato e giocato con i pesci rossi e gialli di un laghetto dalle acque a dir la verità non proprio limpide. Successivamente ci siamo sdraiati sull’erba, all’ombra di alberi verdi.

Terminato il nostro riposino, mentre ormai il bel tempo stava cambiando e lasciando il posto a nuvoloni neri, attorno alle ore 14:30 siamo saliti nell’autobus a due piani che ci avrebbe riportato a casa. Abbiamo giocato a “obbligo o verità”, chiacchierato e riso moltissimo. Dopo circa tre ore ci siamo fermati al primo autogrill e abbiamo fatto scorte di cibo. Molti hanno comprato barrette al cioccolato, ma anche caramelle.

Proseguendo il viaggio, molti si sono riposati, altri hanno dormito fino alle ore 19:30, ora di cena. Fermatici al secondo autogrill, abbiamo cercato di mangiare i panini al formaggio e prosciutto consegnatici la mattina dall’hotel, ma si è rivelata un’impresa impossibile. Molti li hanno dati al professore Quagliani, che a sua volta li avrebbe dati alle proprie galline. Chissà se almeno loro li hanno mangiati?

Ripartiti per il viaggio verso casa, abbiamo parlato o giocato fino a quando siamo arrivati a destinazione, dove ci aspettavano i nostri genitori. Questa fantastica esperienza era purtroppo davvero conclusa, ma conserveremo un ottimo ricordo di questo viaggio, che è servito a rinsaldare a nostra amicizia e ci ha riportati a casa con un bagaglio di conoscenze che rimarranno per sempre impresse nella nostra mente.

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