Appassionare i ragazzi alla lettura, come sa bene ogni insegnante di italiano, non è questione di facile approccio. Leggere un libro è considerata, per lo più, un’attività “pesante”, persino obsoleta, soprattutto se imposta nella forma di “libro di narrativa in classe”. Serve allo scopo rinnovare la biblioteca scolastica con titoli recenti accanto ai classici; è utile far scegliere ai ragazzi il libro secondo i gusti personali o con tecniche di avvicinamento al testo che più si adatta alle proprie competenze di lettore. Però non sempre alle buone intenzioni seguono risultati apprezzabili. Rimangono, fortunatamente, sacche di lettori forti, di ragazzi che ancora riescono ad apprezzare il fascino di un racconto d’avventura, l’intrigo di un giallo o il mistero del mondo parallelo fantasy. Tuttavia, se lasciati alla loro libera iniziativa, i ragazzi per lo più evitano volentieri lo scaffale della biblioteca, pure se allestita in classe.
La recensione poi è quanto di più indigeribile possa esistere, spesso opera più o meno raffinata di copia-incolla via web. Attualmente la metodologia del WRW (Writing and Reading Workshop), tra i vari obiettivi, prova a fornire una soluzione alle emergenze nazionali del drammatico calo di lettori e della deficitaria comprensione del testo. Per la recensione invece esistono proposte che non si limitano alla semplice produzione scritta, ma integrano la scrittura con attività grafico-pittoriche creative, di cui le foto che accompagnano queste righe sono esempi non esaustivi, opera della 1C della Secondaria di Montecarotto.
Su un supporto vario – in questo caso si tratta di una busta in carta tipo pacco – si scrive anzitutto il nome del libro letto, il suo autore e poi lo si decora secondo l’estro e con tecnica libera; all’interno si inseriscono cartoncini, semplici o sagomati secondo il tema del libro (nelle foto si intravedono sagome a forma di mappamondo, di barca, di pesce, ecc.), su cui verrà scritta la vera e propria recensione: i personaggi descritti con un aggettivo, una breve trama, temi e parole chiave, giudizio critico e il target di lettura, una citazione significativa. Si ottiene infine la “busta della recensione”, strumento da utilizzare, ad esempio, per attività di esposizione in classe del libro letto o come base per la produzione scritta.
E’ un lavoro che ha il pregio di coinvolgere tutti gli studenti ed è anche inclusivo, in quanto le richieste possono essere modulate sulle effettive competenze dell’alunno.
Non è la bacchetta magica, ma un tentativo per condurre i ragazzi attraverso il percorso della letteratura che li farà diventare giovani donne e uomini.
Nelle foto: una selezione dei lavori della 1C.


























