Relazione finale sulla esperienza di mobilità e sulle attività di disseminazione avviate o da avviare
1.Attività di preparazione svolte prima della visita
Non è la mia prima volta in Erasmus, ma ogni volta è sempre una grande emozione. Prima della partenza, sin dall’uscita del bando e di conoscere l’esito della mia candidatura, mi sono iscritta ad un corso di formazione online in lingua inglese (livello B1 pre-intermedio) consapevole del fatto che le mie competenze linguistiche necessitassero comunque di essere “rinfrescate”. Ho frequentato e superato il corso, con i miei tempi e compatibilmente con gli impegni scolastici, da dicembre a febbraio, per un totale di 60 ore. L’attestato è stato rilasciato dal CFI SCUOLA, Centro di Formazione e Innovazione, accreditato MIUR.
2.Tema della visita in riferimento alla situazione del Paese ospitante e a quella italiana
Innovative Approaches to Teaching.
Gli argomenti del corso sono stati numerosi e molto interessanti: l’insegnamento tradizionale e l’insegnamento del 21° secolo a confronto, come sviluppare il pensiero critico e creativo, gli strumenti per sviluppare il pensiero critico (digital storytelling, metacognition - teaching students to learn), poi Gamifying Classroom e Peer Education, Blended Learning e Flipped Classroom, Inquiry based learning e Task based learning, senza tralasciare l’aspetto della valutazione. La spiegazione teorica della tutor era piuttosto breve e sempre seguita da un’attività pratica da realizzare insieme.
3.Il valore aggiunto europeo dell’attività di formazione in relazione all’opportunità di crescita professionale disponibili nel nostro Paese
L’attività di formazione in generale è sempre occasione di crescita e di riflessione sul proprio operato, ma l’attività formativa all’estero, in particolare in altri Paesi europei, consente di confrontarci con uno sguardo più ampio, sia su approcci didattici simili che diversi, aldilà delle differenze culturali e strettamente legate alla consuetudine scolastica dei singoli Paesi.
È bello prendere atto del fatto che noi insegnanti europei abbiamo molto in comune, più di quanto pensiamo. Lavorare insieme, pur con la difficoltà di comprendersi in taluni casi, mi ha dato modo di percepire che abbiamo tutti uno stesso sentire, tutti le stesse sfide da affrontare e che la scuola, da qualunque parte, sia sempre un luogo privilegiato per conoscere dove sta andando il mondo e come esso cambi velocemente.
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4.Ricaduta che l’esperienza potrà avere su
- organizzazione dell’Is0tuto di appartenenza
Gli innumerevoli spunti didattici appresi e sperimentati possono essere condivisi con altri colleghi, in particolare con quelli del proprio team. Mi piace potermi mettere in gioco e provare ad attuare i diversi approcci innovativi in sintonia con chi mi lavora accanto, convinta che l’esperienza condivisa sia molto più eloquente di spiegazioni orali non sempre chiarificanti. Il rispetto per l’operato dei miei colleghi viene però prima di tutto, ritengo infatti che ognuno abbia il proprio modo di organizzare il lavoro, altrettanto valido del mio. Ciononostante, quando ne ho modo, incoraggio a fare esperienze di questo tipo, e parlo sempre bene dell’Erasmus come di un’opportunità da cogliere sotto tanti punti di vista: umano, professionale, culturale;
- sulla professionalità del personale dell’is0tuto/ente di appartenenza
L’esperienza potrà avere una ricaduta positiva sulla professionalità del personale dell’Istituto nella misura in cui si è pronti ad accettare nuove metodologie di insegnamento e nuovi approcci. In questo modo, le competenze pregresse non saranno accantonate ma amplificate e ampliate, a patto che si dedichi parte del proprio tempo alla rimodulazione delle attività didattiche da proporre alle proprie classi;
- sul curricolo di studi
Attraverso un costante lavoro di confronto e aggiornamento anche il curricolo di studi potrà essere più al passo con i tempi e con i veloci cambiamenti in atto nel nostro Paese, in Europa e nel mondo;
- sulla u0lizzazione delle lingue europee nell’is0tuto/ente di appartenenza
Di certo le competenze linguistiche dei docenti aumenterebbero. Per quello che ho potuto appurare, in alcuni Paesi europei molti colleghi hanno un livello di padronanza della lingua inglese più alto del nostro. Le occasioni di formazione e di scambi culturali costanti sarebbero dunque un ottimo investimento sulla con
Con queste colleghe rumene abbiamo cantato “Nel blu dipinto di
blu” nel corso dell’attività ispirata alla Peer Education.
5.La partecipazione alla visita di studio
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ha ampliato la mia conoscenza di altri Paesi e culture X |
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ha aumentato le mie competenze X |
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mi ha aiutato a rafforzare la dimensione europea nel lavoro dell’is0tuto di appartenenza X |
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mi ha aiutato a stabilire dei conta? durevoli con gli altri partecipan0 per una cooperazione futura X |
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ha soddisfa@o le mie esigenze di sviluppo professionale con0nuo X |
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mi ha mo0vato a partecipare ad altre a?vità di formazione X |
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ha aumentato la mia capacità di u0lizzare le nuove tecnologie informa0che e di comunicazione (TIC) X |
6.Iniziative di cooperazione europea avviate o che si prevede di attivare
Sarebbe interessante prevedere altre mobilità, soprattutto per le colleghe e i colleghi che ancora non hanno avuto modo di partecipare ad un’esperienza simile per diversi motivi. Sarebbe anche molto bello dare questa opportunità agli studenti dell’Istituto. La piattaforma Etwinning e le sue innumerevoli proposte di lavoro potrebbero costituire altre occasioni di progettualità cooperativa da svolgere con le proprie classi. Nel mio caso, pur avendo svolto tutta la formazione prevista in piattaforma negli anni passati, non mi sono mai cimentata in un progetto didattico Etwinning. Con la mia collega di team abbiamo svolto attività CLIL in varie occasioni e ci siamo ripromesse più volte di tentare un progetto Etwinning. Speriamo nel futuro prossimo di poterci riuscire.
7. In che modo lo scambio di informazioni e di esperienze fra i partecipanti alla visita di studio ha contribuito ad attuare quella azione formativa di qualità di cui nel quadro strategico di cooperazione “Istruzione e Formazione 2020”(“ET 2020”) – documento reperibile all’indirizzo:
http://europa.eu/legislation_summaries/education_training_youth/general_framework/ef0016_it.htm
Ad onor del vero, anche la lingua italiana ha il suo charme ed attira le simpatie di molti colleghi d’oltralpe che in diverse occasioni si sono divertiti a fare battute o ad accennare canzoni nella nostra lingua. L’UE auspica la realizzazione di “un autentico spazio comune europeo di apprendimento” per studenti e insegnanti. Questo è quello che auspico anch’io. Per la mia esperienza l’Erasmus abbatte i confini e le differenze, fa emergere gli aspetti in comune e incentiva il confronto e una crescita condivisa. I diversi lavori di gruppo, proposti dalla nostra tutor nel corso della settimana, ci hanno dato la possibilità di lavorare con tutti i partecipanti in quanto i gruppi venivano modificati ogni volta che la proposta didattica cambiava. In questo modo abbiamo avuto modo di confrontarci e impegnarci al massimo per lavorare insieme in modo sinergico, scoprendo affinità e riflessioni condivise e sforzandoci di comunicare in modo comprensibile in inglese.
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