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I miei colleghi ed io siamo partiti domenica 25 febbraio 2024 da Senigallia, diretti all’aeroporto di Milano-Bergamo, per atterrare a Budapest. Il viaggio è stato piacevole e non ci sono stati imprevisti.

    

Usciti dall’aeroporto, ci siamo diretti subito all’albergo, in modo da poter lasciare i bagagli e approfittare per visitare la città. La sistemazione, gradevole e pulita, non era molto vicina al centro, ma molto ben collegata dai mezzi pubblici. Arrivati in città, sono rimasta da subito colpita dai palazzi signorili e d’altri tempi, ma la prima vera meraviglia è stato il Parlamento, affacciato sul Danubio, che la notte rendeva magico.

La mattina seguente ci siamo recati a scuola. Sinceramente ero un po’ preoccupata, perché il mio inglese è veramente scarso e non sapevo cosa avrei dovuto fare. La scuola era molto accogliente; entrati nella nostra classe abbiamo conosciuto gli altri corsisti, c’erano altri italiani, un docente portoghese, un DS e un’insegnante lituani.

Durante il corso si sono alternate due teacher, Dori e Anita, entrambe molto
brave, che ci hanno messo subito a nostro agio.
Suddivisi in gruppi di nazionalità diverse, abbiamo dunque affrontato le attività didattiche. Inizialmente, seguendo una traccia fornitaci dall’insegnante, ci siamo vicendevolmente intervistati, al fine di conoscerci al meglio, per poi presentare i colleghi al resto della classe. Successivamente, si sono susseguite le presentazioni, preparate dai vari partecipanti, per far conoscere i propri paesi di origine, la scuola di appartenenza, la cultura, i cibi e le usanze. Il fatto che si dovesse iniziare da subito a parlare, è stato un forte stimolo per “buttarsi” e iniziare a comunicare in lingua. La mattina, il corso era organizzato dalle 9 alle 13.
Le lezioni erano improntate su attività, che apparentemente sembravano ludiche, ma che in realtà aiutavano a memorizzare i nuovi vocaboli e ad utilizzarli nell’immediato.

   

Due pomeriggi abbiamo partecipato a delle visite guidate, con una guida fornita dalla scuola. In quelle occasioni abbiamo visitato il castello di Buda, il Ponte delle catene e molti altri siti di interesse storico e culturale. Nei pomeriggi liberi, invece, abbiamo approfittato per visitare la città, mettendo in pratica quanto appreso a scuola, in quanto comunicavamo necessariamente con gli ungheresi in inglese. Il sabato abbiamo visitato il quartiere ebraico, anche se purtroppo non è stato possibile visitare la sinagoga, perché chiusa.
Al fine di ottimizzare le nostre escursioni, un giorno abbiamo fatto il tour della città in bus con servizio Hop on hop off, per apprezzare così la Piazza degli Eroi, la cattedrale di Santo Stefano e molto altro ancora.

Nel frattempo la task force a cui avevo affidato Leogatto, mandava foto per rassicurarmi sul suo stato psicofisico! 

Ovviamente, abbiamo familiarizzato anche con la cultura culinaria di  Budapest, non rinunciando al tipico dolce e al gulasch.

Le lezioni a scuola erano molto intense, ma coinvolgenti, abbiamo  affrontato diverse tematiche, come ad esempio i nomi delle parti del corpo  e la descrizione di sé, i numeri, le attività quotidiane, acquisendo ogni giorno  una maggior sicurezza nell’esposizione orale.  Il clima era sereno e le insegnanti molto preparate.  Alcune attività le abbiamo svolte con l’ausilio della LIM, altre alla lavagna,  altre ancora utilizzando il cartaceo. 

L’ultimo giorno di scuola è stato veramente emozionante, perché si è  concluso con la consegna dei diplomi di superamento del corso. Per quanto mi riguarda è stato un vero traguardo, che sono felice di aver condiviso con i miei compagni di viaggio. 

I giorni sono trascorsi velocemente, ricchi di esperienze formative e  culturali, abbiamo visitato tantissimi monumenti e luoghi affascinanti, il cui  ricordo porterò con me. 

Vorrei ringraziare tutti coloro, che mi hanno permesso di fare questa  bellissima esperienza, a cominciare dalla referente Erasmus, la Prof.ssa  Cristiana Lucarini, che con tanto impegno e pazienza ha organizzato tutto, la DSGA Giuseppina Sotgia, i colleghi che mi hanno sostituita. Ringrazio i miei compagni di viaggio, che mi hanno supportata e hanno  condiviso con me questo percorso, rendendolo un momento di crescita  personale e professione, attraverso il confronto continuo e autentico. 

Ho aderito a questo progetto con entusiasmo, ma anche con  quell’atteggiamento di sfida e di avventura, che contraddistingue la nostra  professione di insegnanti.  Mi piace pensare di essere partita con dei colleghi e di essere tornata con dei  “friends” e questo rende il tutto veramente speciale. 

 

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