Accedi

X

 Login                 

1. Attività di preparazione svolte prima della visita: Prima della partenza la commissione Erasmus ci ha comunicato la sede e il titolo del corso, con due documenti molto utili dell’ITC: nel primo si faceva una panoramica del corso e si illustrava la sua metodologia, venivano elencati i moduli e il calendario delle lezioni, nonché le competenze da acquisire in uscita; nell’altro venivano date istruzioni operative una volta giunti a Praga. 

La commissione ci ha inviato poi un form con il quale spiegare le motivazioni che ci hanno spinto a partecipare all’Erasmus e un altro per saggiare i bisogni formativi in vista di mobilità future. In una riunione pre partenza, la prof. Lucarini, referente della commissione Erasmus, ci ha chiarito i contenuti del learning agreement, che abbiamo firmato, compresi i criteri di valutazione e le consegne al ritorno dalla mobilità, ovvero una relazione, un diario di bordo e una lesson plan da effettuare, documentandola, entro circa un mese dal ritorno dalla mobilità.

 

2. Tema della visita in riferimento alla situazione del Paese ospitante e a quella italiana: lo scopo della mobilità è stato quello di acquisire nuove e maggiori competenze nei metodi e tecniche di insegnamento centrate su chi apprende, come il cooperative learning, il creative thinking, la metacognizione; di incoraggiare negli alunni il problem solving applicato a compiti significativi e di realtà. Altro tema guida del corso è stato l’incremento di competenze digitali degli insegnanti e degli alunni, innescando cambiamenti significativi nella modernizzazione della scuola attraverso l’uso delle risorse digitali (come Canva, Edpuzzle, Goosechase e altri). Ci è stato spiegato anche come creare e utilizzare materiali pronti all’uso e idee per supportare l’innovazione nell’educazione, relativamente ad approcci interdisciplinari, al fine di sviluppare il pensiero critico (gamification, storytelling, giochi di logica, ecc.). 

Infine si è prestata attenzione all’inclusione attraverso il coinvolgimento e l’accettazione delle diversità sociali e culturali, per lavorare con classi eterogenee per apprendimento e per situazione socioeconomica, perché l’istruzione sia basata su valori democratici e di partecipazione nella società. Lo scopo è quello di far accedere effettivamente gli alunni al loro apprendimento con la motivazione, promuovendo lo scambio tra pari e innalzando il livello delle competenze di base.

Non ultimo, uno dei temi del corso è stato quello dell’arricchimento delle competenze comunicative e linguistiche, essendo tenute tutte le lezioni in lingua 

inglese. 

3. Il valore aggiunto europeo dell’attività di formazione in relazione alle opportunità di crescita professionale disponibili nel nostro Paese

Incontrare colleghi di nazionalità differenti dell’Unione Europea, ha coinvolto i partecipanti in esperienze di apprendimento che hanno fatto incrociare culture, temperamenti e modalità di interazione differenti, capaci anche di superare le difficoltà linguistiche. Abbiamo acquisito una più ampia comprensione di pratiche e di sistemi educativi di differenti Paesi, soprattutto nel veloce ma interessante incontro finale di venerdì mattina. Abbiamo sviluppato sincera curiosità, reciproco rispetto, consapevolezza interculturale sui valori educativi e formativi comuni tra i sistemi di istruzione di Italia, Cipro, Romania, Bulgaria e Belgio.

4. Ricaduta che l’esperienza potrà avere su

- organizzazione dell’istituto di appartenenza: non trattandosi di job shadowing, la ricaduta sugli aspetti organizzativi del nostro Istituto non penso sarà rilevante. Infatti nell’incontro finale del venerdì mattina sono state presentate molto rapidamente le scuole e gli ordinamenti di appartenenza dei partecipanti. Tuttavia, vista l’esperienza positiva, il nostro Istituto può e dovrebbe continuare la sua internazionalizzazione, attraverso le mobilità Erasmus e la progettualità eTwinning, favorendo così il confronto fra le diverse modalità di organizzazione delle scuole partecipanti. 

- sulla professionalità del personale dell’istituto/ente di appartenenza: la professionalità dei partecipanti alla mobilità Erasmus è sicuramente cresciuta, sia nella padronanza della lingua inglese, sia nelle tecniche di gestione della classe e delle lezioni, con l’introduzione di modalità innovative, non necessariamente collegate alle tecnologie, per rendere le lezioni più inclusive, coinvolgenti, motivanti e per ridurre il divario formativo in soggetti provenienti da situazioni socio-culturali eterogenee. 

- sul curricolo di studi: la ricaduta più prossima, almeno per quanto mi riguarda, sarà l’incremento del CLIL e la modifica della gestione dei gruppi, che diventerà più dinamica, momenti di dibattito più frequenti e una differente modalità di esprimere il feedback al termine delle attività didattiche. Con opportuni momenti di disseminazione, si potrebbe coinvolgere un numero maggiore di colleghi nella pratica costante e sistematica di nuovi metodi di insegnamento e di gestione della classe come la flipped classroom, il critical

thinking, lo storytelling, la gamification, la peer education, il task based learning e le altre metodiche del corso, in genere molto collaborative, che dovrebbero diventare il patrimonio comune degli insegnanti innovativi. 

- sulla utilizzazione delle lingue europee nell’istituto/ente di appartenenza: la frequenza di corsi all’esterno modifica radicalmente la padronanza della lingua straniera di riferimento, in questo caso l’inglese, e la ricaduta si verificherà in ogni momento in cui dovrà essere utilizzata per progetti internazionali di vario genere. 

5. La partecipazione alla visita di studio

ha ampliato la mia conoscenza della cultura della Repubblica Ceca e in particolare della sua storia, dei monumenti e dello stile di vita dei praghesi. Ha aumentato le mie competenze nella gestione della classe, nell’innovazione metodologica e tecnologica. Ha senz’altro aiutato a rafforzare la dimensione europea nel mio lavoro nell’Istituto Comprensivo. Mi ha aiutato a stabilire contatti si spera durevoli con gli altri partecipanti, anche al fine di organizzare futuri scambi attraverso la piattaforma eTwinning. L’Istituto che ha fornito il corso ha sinceramente soddisfatto le mie esigenze di sviluppo professionale e di formazione, con la capacità dell’insegnante di coinvolgere attivamente i partecipanti, per l’organizzazione complessiva dei diversi

momenti, per la logistica particolarmente funzionale, visto che abbiamo potuto usufruire di tutti i servizi dell’Università Tecnica Ceca di Praga dove eravamo ospitati. Al termine di questa mobilità mi sento fortemente motivata a partecipare ad altre attività di formazione, nonostante sia già alla mia terza esperienza, per le ricadute che ogni volta scopro necessarie alla mia professionalità. 

Per quanto riguarda le TIC, posso dire di aver trovato interessanti alcuni strumenti digitali come Goosechase, con cui creare giochi interattivi, che non conoscevo. Mentre utilizzavo già regolarmente Canva nelle mie lezioni precedenti il corso. 

6. Iniziative di cooperazione europea avviate o che si prevede di attivare: anche attraverso contatti stabiliti con alcune scuole della Romania e di Cipro, vorrei attivare una progettualità eTwinning per il prossimo anno. 

7. In che modo lo scambio di informazioni e di esperienze fra i partecipanti alla visita di studio ha contribuito ad attuare quella azione formativa di qualità di cui nel quadro strategico di cooperazione “Istruzione e Formazione 2020”(“ET 2020”) – documento reperibile all’indirizzo: http://europa.eu/legislation_summaries/education_training_youth/general_framework/ef0016_it.htm 

Visto che l’apprendimento permanente e la mobilità devono diventare una realtà e che i sistemi di istruzione e formazione professionale devono essere più reattivi ai cambiamenti e al mondo in generale, questo corso mi ha permesso di continuare a formarmi con particolare attenzione proprio ai mutamenti nel modo di apprendere e di informarsi degli studenti, pienamente inseriti nelle dinamiche contemporanee. Proprio in avvio di corso la formatrice ha particolarmente insistito sulle skills necessarie sia agli insegnanti sia agli studenti del 21° secolo e ci ha fatto riflettere sul significato del termine “innovativo”.

Un altro aspetto su cui la formatrice ha insistito particolarmente è stato che la qualità e l’efficienza dell’istruzione e della formazione devono essere migliorate prestando maggiore attenzione all’innalzamento dei livelli delle competenze di base, in particolare quelle logiche e linguistiche. Numerose attività collaborative tra i partecipanti hanno avuto come scopo quello di far sperimentare nuove pratiche, replicabili con gli studenti, volte a sviluppare il pensiero critico, la logica, la comunicazione, l’espressione nella madrelingua o nelle lingue straniere.

Altre attività hanno avuto come fulcro l’equità, la coesione sociale, la cittadinanza attiva, la sperimentazione e l’accoglienza delle diversità indipendentemente dalle circostanze personali, sociali o economiche. Infine è stata fortemente incoraggiata la creatività, con attività sia in ambiente reale, sia digitale. Anche la consapevolezza culturale è stata incrementata con una visita guidata della città di Praga. 

Con i suoi progetti Erasmus l’Unione Europea, a mio avviso, incrementa fortemente un’istruzione e una formazione aperte e innovative, compresa la piena adesione all’era digitale, e offre solido sostegno agli educatori per il loro sviluppo professionale continuo. 

prof. Annarita Pasqualini

indicatore di caricamento rotante