Una maggiore conoscenza della lingua inglese e la scoperta di Budapest, città ricca di storia e cultura: è questo ciò che ho inserito nella valigia al ritorno dal mio viaggio, ma non solo; ho portato con me anche relazioni umane, le vecchie si sono consolidate mentre le nuove mi hanno gratificata. Prima di partire mi avevano parlato dello “spirito Erasmus”: credo di averlo scoperto e assaporato.
Sono partita, a seguito di candidatura, insieme alle colleghe T. Conti e M.C. Petronilli e al collega M. Quajani per la mobilità prevista dal Programma Erasmus+ Azione Chiave 1 per svolgere un English Language Course (Elementary Level) presso Europass Teacher Academy di Budapest. Il corso intensivo che si è svolto dal 26 febbraio al 1 marzo, per un totale di 28 ore, era così strutturato: lezioni in classe dalle 9.00 alle 13.00 dal lunedì al venerdì; escursioni alla scoperta del patrimonio storico artistico il lunedì dalle 14.00 alle 17.00 con destinazione il castello di Buda e il giovedì dalle 13.00 alle 18.00 con destinazione il piccolo borgo Szentendre. Il gruppo classe era composto da 11 persone, provenienti dall’Italia, Lituania e Portogallo, in prevalenza le professionalità provenivano dal mondo dell’istruzione, con un livello della conoscenza dell’inglese abbastanza omogeneo. Le finalità prefissate erano: migliorare la conoscenza dell'inglese elementare, vocabolario inglese, grammatica, pronuncia e capacità di conversazione; sviluppare contenuti innovativi e apprendimento integrato della lingua; immergersi nella storia e nella cultura locale; incontrare insegnanti provenienti da altri paesi in Europa; aggiornare la propria prospettiva di insegnante. Ritengo che gli obiettivi siano stati raggiunti pienamente, in particolare l’ampliamento del vocabolario inglese, la pronuncia e la capacità di conversazione; tutto ciò grazie al fatto che le attività proposte dalle due teachers Anita e Dori, miravano fortemente al dialogo e al superamento della naturale ritrosia che si ha di fronte ad una lingua in fase di apprendimento. Nel corso delle lezioni ci sono stati proposti questionari, brani per l’ascolto e la comprensione e pluralità di occasioni per esprimersi oralmente; l’approccio didattico ha privilegiato il cooperative learning e l’attività ludica. Le lezioni sono state molto interessanti e dinamiche, iniziavano sempre con la richiesta di un resoconto di quanto fatto e visitato nella giornata precedente: ho molto apprezzato questa modalità che non solo ha stimolato la capacità di conversazione ma ha anche accresciuto la conoscenza tra i corsisti. Un momento importante hanno rappresentato anche le uscite sul territorio, in cui si è avuta una maggiore opportunità di approfondire la conoscenza tra i corsisti e dialogare, quindi, nella lingua veicolare, ma anche scoprire il patrimonio storico, artistico e culturale ungherese. La città di Budapest si trova nella parte centro-settentrionale dell’Ungheria e nasce dall’unione di due città, Pest e Buda, divise dal fiume Danubio: la parte di Pest si affaccia sulla pianura ungherese, mentre la zona di Buda è prevalentemente collinare; su questa collina sorge la chiesa di Mattia, Mátyás-templom in ungherese, uno degli edifici più antichi della città, e che più degli altri mi ha sorpreso: in stile tardo gotico ha più di 700 anni di storia durante i quali è stato lo scenario di numerose incoronazioni e di due matrimoni reali. Trasformata in moschea sotto il dominio turco, la chiesa di Mattia è stata riportata all’antico splendore solo nel diciannovesimo secolo. Entrare in questa chiesa riccamente decorata e dall’atmosfera unica vi concede un privilegio: provare stupore. Un'altra esperienza unica a Budapest sono state le terme: le notizie sulle acque curative risalgono al XIII secolo e da allora i bagni termali sono entrati a far parte della cultura ungherese, non è, infatti, trascurabile che nell’area della città si contano fino a 125 fonti termali.
In conclusione questa esperienza mi ha migliorata dal punto di vista professionale, perché ho acquisito più sicurezza nell’uso della lingua inglese che intendo utilizzare subito in attività Clil, consapevole che è molto importante far sentire i nostri studenti cittadini del mondo; ma ne ricevo anche un arricchimento umano, avendo potuto instaurare relazioni più profonde con i colleghi del mio istituto con i quali sarà stimolante progettare in team percorsi interdisciplinari.
Arcevia, 11 marzo 2024 Elena Motisi
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