Noi ragazzi della III A di Arcevia e della III C di Montecarotto della scuola secondaria di I grado abbiamo fatto un viaggio di istruzione a Roma: le finalità del viaggio erano le visite al Mausoleo delle Fosse Ardeatine e al Parlamento Italiano.
Questa esperienza ha modificato i nostri comportamenti e ci ha fatto diventare persone diverse, più serie, responsabili e consapevoli della storia del nostro paese e di ciò che stiamo vivendo attualmente.
La prima visita alle fosse Ardeatine ci ha riportato indietro nel tempo, alla seconda guerra mondiale, più precisamente al 23 marzo 1944, quando in Via Rasella, in pieno centro a Roma, ci fu un attentato da parte dei partigiani contro i tedeschi che occupavano la città. La loro idea era di far esplodere una bomba al passaggio dei militari che ogni giorno percorrevano lo stesso percorso, infatti fu così: quel pomeriggio, verso le 15:00, Mario Fiorentini, un partigiano, portò nella via la bomba camuffandola dentro una carriola, come avevano programmato. Mario aspettava ansioso l’arrivo dei militari, e pensava di essere stato scoperto a causa del loro grande ritardo di circa 45 minuti, ma come vide il capofila dei militari tedeschi attraversare la via, accese di corsa la miccia e si mise al riparo; morirono 32 soldati più uno che morì durante la notte. Finita l’esplosione si parlò di distruggere il quartiere, ma per vari motivi i comandi tedeschi presero un’altra decisione; da Hitler arrivò l’ordine di una rappresaglia: uccidere 50 Italiani per ogni tedesco ucciso, ma secondo il colonnello Kappler (incaricato di stilare una lista di nomi di Italiani da prelevare dalle prigioni) questi uomini erano troppi da trovare e dopo lunghe trattative si decise di uccidere 10 italiani per ogni tedesco ucciso.
Dalla mattina del 24 marzo furono prelevate le vittime, scelte tra i detenuti politici e comuni di Regina Coeli e del carcere di via Tasso, i quali furono caricati e legati sui camion, per essere portati alle fosse Ardeatine. Cinque alla volta furono portati dentro la grotta e furono posizionati sopra ai corpi già morti per essere uccisi più velocemente; nella fretta di compiere la rappresaglia ne vennero uccisi 5 in più, fino ad arrivare a 335. I corpi delle vittime vennero identificati dopo la fine dell’occupazione tedesca su richiesta delle famiglie; sono stati identificati la maggior parte dei corpi, ma ancora oggi sono rimaste 11 persone ignote. Abbiamo ascoltato con estrema attenzione questa storia dalla voce della nipote di una delle vittime, un partigiano di nome Alfredo Sansolini. La guida ci ha condotto attraverso le strette vie della grotta bassa, buia e opprimente fino ad arrivare al luogo dell’eccidio, protetto da un cancello che rappresenta il groviglio dei corpi dietro ai quali riluce una candela a memoria delle persone sacrificate.
Questo è stato un evento tragico che ha toccato tutti noi nel profondo del cuore, in particolare ci ha fatto riflettere sul valore della famiglia e sul dispiacere di perdere una persona cara.
Nel pomeriggio siamo andati in visita alla camera dei Deputati: all’entrata ci aspettava una guida che ci ha indicato su una piantina le principali stanze che avremmo visitato. Passando per un corridoio ci siamo fermati di fronte alla sala della Transatlantico, dove abbiamo incontrato l’ex onorevole Marisa Abbondanzieri, che ci ha accompagnati per tutta la visita. Le stanze che abbiamo visitato sono: la sala della Lupa che prende il nome dalla presenza di una copia della lupa romana, il soffitto è arricchito da un grande affresco e contiene inoltre una delle poche copie della Costituzione e dell’ esito della votazione che ha portato alla proclamazione della Repubblica; la camera Gialla o sala Aldo Moro che prende il nome dalla tappezzeria e dai mobili in stile rococò provenienti dalla Reggia di Caserta. Continuando lungo il corridoio abbiamo visto la mostra che ricorda il centenario di Palazzo Montecitorio, progettato dall’architetto Ernesto Basile, contenente vari oggetti storici come progetti di sedie, scrivanie e in particolare il modellino in legno. Usciti ci siamo diretti verso la Camera dei Deputati dove la guida ci ha fatto sedere nei palchi in alto dove affacciandosi potevamo vedere i deputati che si stavano mettendo a lavoro per le votazioni.
L’esperienza è stata molto significativa: quando siamo entrati nelle diverse sale ci sono subito saltate agli occhi le magnifiche decorazioni, finiture e l’ordinata e accurata conservazione dei documenti che simboleggiavano la storia del parlamento; tutto ciò ci ha trasmesso la serietà e l’importanza di quei luoghi e delle attività che si svolgono al loro interno. Purtroppo questo sentimento di responsabilità e di dedizione al proprio paese si è un po’ indebolito perché abbiamo visto che i parlamentari svolgevano il loro lavoro in modo scherzoso, confusionario e a volte irrispettoso nei confronti di chi voleva lavorare seriamente. Questo grande trambusto ci ha dato una brutta impressione e ci ha fatto purtroppo comprendere quale può essere una delle cause dei problemi di organizzazione dello Stato che sentiamo tutti i giorni al telegiornale.
Questo è stato un viaggio d’istruzione molto divertente, emozionante e coinvolgente che sicuramente ci aiuterà a capire meglio la seconda guerra mondiale ed i fatti accaduti.
Purtroppo il viaggio è stato molto lungo e pesante, ma alla fine ne è valsa veramente la pena, infatti siamo stati colpiti dall’imponenza e dall’eleganza dei luoghi visitati.
Testo cooperativo realizzato dagli alunni della IIIA



































