LE FAGGETE

Le faggete nelle Marche si trovano sul piano Montano appenninico (900-1800 metri).

Queste per svilupparsi hanno bisogno di un clima umido con minima escursione stagionale di temperatura e umidità. Le faggete sono dei boschi ad alto fusto (certe volte viene ridotto in ceduo), la pianta predominante è il faggio (Fagus sylvatica) che è un grosso albero a foglie caduche che può raggiungere anche i 30 m. d’altezza. Il faggio è considerato uno dei più begli alberi d’Europa per la caratteristica colorazione bruna autunnale e per quella verde pisello in primavera. Possiamo avere due tipi di faggete: pure e miste.

Si dicono pure quelle formate quasi interamente da faggi, mentre quelle miste sono un’associazione di faggio, orniello (Fraxinus ornus), di carpino nero (Ostrya carpinifolia) ed alcune specie d’acero.

Nei piani più alti dell’Appennino il faggio si associa con l’abete bianco (Abies alba). Certe volte la faggeta scende sotto i 900 m; ciò avviene per il semplice motivo che il microclima è più umido e fresco a causa dell’esposizione a nord.

Il sottobosco, a causa della scarsa quantità di luce che riesce a filtrare al disotto delle foglie degli alberi, si presenta abbastanza rado con pochi arbusti. Tra le specie arbustive possiamo ricordare: l’agrifoglio, il farinaccio, l’olivella, il caprifoglio peloso. All’inizio della primavera si possono osservare splendide fioriture di numerose specie erbacee. Caratteristiche sono le felci che trovano condizioni ottimali di vita nella fresca ombrosità del sottobosco: la lingua cervina è tra le più comuni. Nelle faggete la quantità di luce che raggiunge il suolo non è costante durante l’arco dell’anno, in quanto la massima densità luminosa si ha all’inizio della primavera. Per questo motivo molte specie compiono il loro ciclo vitale in questo periodo.