LA LONTRA
(Lutra lutra )
In Italia la Lontra è
un'animale in via d'estinzione.
La sua pelle è molto richiesta per la produzione di pellicce.
Un libro di zoologia del 1874 sostiene che la Lontra era diffusa in tutta Italia. Per la
nostra zona, l'ultimo individuo accertato, un maschio, risale al 1973, investito da
un'auto subito fuori Sassoferrato, vicino al fiume Sentino.
Se non si inquinassero
i fiumi e non si uccidesse per la sua carne o pelliccia la Lontra potrebbe diventare un
animale comune e quindi in grado di riprodursi.
Le Lontre necessitano di abbonante copertura vegetale; le loro tane si trovano
frequentemente tra le radici dei grandi alberi delle rive dei fiumi messe a nudo
dell'erosione.
Una delle piante meno amate dall'uomo, il rovo, è spesso fondamentale
per la Lontra perché questa pianta, essendo piena di rametti aggrovigliati,
rappresenta per l'animale un ottimo rifugio. Le Lontre si riproducono anche su piccole
isole ricoperte dai rovi.
I frassini, gli olmi e le querce sono molto importanti perché le loro radici sono grandi
e superficiali cosicché l'acqua può scavare caverne e tunnel dove la Lontra rimane
asciutta e al sicuro.
I torrenti montani divengono gli ultimi habitat della Lontra quando è costretta ad
abbandonare le zone medio - basse dei fiumi a causa dell'inquinamento.
La Lontra è completamente carnivora e si ciba soprattutto di pesci, in particolare
l'anguilla e i ciprindi.
Da una ricerca, effettuata nei fiumi Fiora e Sele, in Toscana e in Campania, la dieta
comprende: anguilla (Anguilla anguilla); ciprinidi maggiormente presenti con
le specie più comuni quali cavedano, (Leuciscus cephalus), alborella (Alburnus
albidus), lasca (Chondrostoma genei), barbo (Barbus) e carpa (Cyprinus
carpa); percidi; occasionalmente salmonidi; meno frequentemente invertebrati quali
insetti e crostacei, uccelli di piccole dimensioni e di micromammiferi.