Il ripopolamento faunistico

Nel territorio di alta collina che fa parte del parco è stato reintrodotto il nibbio reale, rapace diurno scomparso dalla zona con la fine della pastorizia e l’abbandono dei prati. L’iniziativa, finanziata anche dai Fondi europei, è stata tenuta a battesimo dal presidente del Wwf, Fulco Pratesi. L’obiettivo è quello di avere, entro il 2001, tre coppie di nibbio reale. Questo sarà possibile ospitando in una voliera una coppia di rapaci che si riprodurrà in cattività. I piccoli verranno poi gradatamente reintegrati nel territorio.Migliora anche "lo stato di salute" della coppia di aquile reali della Gola della Rossa, che nidifica ogni due anni, e non più ogni cinque. Questo risultato è stato ottenuto vietando le arrampicate sportive nei pressi dei nidi. Per quanto riguarda il lupo, sul San Vicino, tra Valdicastro e Castelletta, è presente in un nucleo familiare composto di 2-4 capi. Al contrario, la Giunta esecutiva della Comunità montana dell’Esino-Frasassi ha approvato ultimamente un piano di abbattimento e di contenimento del cinghiale, eccessivamente diffuso nel territorio del parco, in cui è presente in numero elevato. Questo suino, estremamente prolifero, è causa di danni notevoli ai sistemi agro-forestali. Dallo studio effettuato si è desunto che la capacità riproduttiva del cinghiale porta ad un incremento annuo di capi pari al 100%. La popolazione è composta dal 15% di maschi adulti, 15% di femmine adulte, 20% di individui presumibilmente adulti e dal 50% di piccoli. L’abbattimento selettivo è stato effettuato da personale preparato appositamente dal parco.