Nome italiano: Lupo Nome latino: Canis Lupus
Ordine: carnivori Famiglia: canidi
Genere: canis
Lung. (senza coda): 100-140 cm h (alla spalla): 70-80 cm Peso: 25-35 kg
Il lupo appenninico può essere scambiato per un grosso cane, da cui però differisce per alcune caratteristiche fondamentali:
DISTRIBUZIONE
: la popolazione italiana di lupo appenninico si stima essere intorno ai 200 individui, divisi in numerosi nuclei. I più stabili e numerosi si trovano nel Parco Nazionale d’Abruzzo e si estendono a sud in Basilicata ed in Calabria, a nord nel Lazio. Da alcuni anni è stata osservata un' espansione verso Marche, Umbria e Toscana. Nel Parco della Gola della Rossa e di Frasassi, sul monte San Vicino, tra Valdicastro e Castelletta, nel Comune di Fabriano, è presente un nucleo familiare composto da 2-4 capi. : predilige la fascia appenninica fra gli 800 e i 1600 m, nei boschi con ampie radure confinanti con i pascoli.ALIMENTAZIONE
: la dieta del lupo è composta di piccoli mammiferi, ovini, caprini e bovini, ma anche dai rifiuti che trova nelle discariche. In mancanza degli ungulati, sue prede preferite.COMPORTAMENTO
: è un animale sociale che vive in un branco regolato da una precisa gerarchia. In Italia però, o sono solitari, o formano piccoli nuclei familiari costituiti da un maschio, una femmina, i figli dell’anno e quelli dell’annata precedente, per un massimo di 8 individui. La gestazione di una femmina di lupo dura circa 60 giorni. Nascono da 3 a 5 piccoli nascosti in una tana scavata nel terreno. I piccoli raggiungono la maturità a circa un anno d’età. Il lupo si muove principalmente nelle ore notturne e trascorre il giorno nelle zone di riposo. Il richiamo tra i membri del gruppo è un lungo ululato.NEMICI E CONCORRENTI
: a parte l’uomo, non ha nemici naturali. Oggi il problema principale è rappresentato dai cani rinselvatichiti che competono per l’alimentazione e che rischiano di "inquinare la razza" (imbreeding).Per proteggere il lupo sarebbe opportuno: eliminare il randagismo dei cani, reintrodurre grandi erbivori, proibire la caccia nelle zone dove è presente, diminuire le discariche a cielo aperto e indennizzare gli allevatori per i danni arrecati.