COGNOME: CLEMENTI
NOME: RAFFAELLA
E-MAIL:
FUNZIONE: docente di sostegno scuola primaria a tempo indeterminato DATI DELLA VISITA
CODICE ATTIVITÀ: 2024-1-IT02-KA121-SCH-000209787 – CUP B44C24000140006 TIPOLOGIA DI ATTIVITÀ: JOB SHADOWING
NOME ISTITUZIONE OSPITANTE: AGRUPAMENTO DE ESCOLAS A VER O MAR CITTÀ E PAESE DI DESTINAZIONE: PORTOGALLO - PORTO
DATE: 23-29 MARZO 2025
Ho affrontato con molto entusiasmo la partenza per questa prima mobilità Erasmus con destinazione Porto, non avendo mai partecipato ad un progetto Europeo Erasmus+ KA 1 in precedenza.
In un primo momento, la consapevolezza che le mie competenze linguistiche non fossero ottimali mi ha destato molta preoccupazione ma, la determinazione e la voglia di mettermi sempre in gioco mi hanno spinta ad accettare questa “sfida”!
Prima della partenza, io e il collega Giorgio Bucci, entrambi docenti di scuola Primaria, abbiamo incontrato la prof.ssa Cristiana Lucarini, referente della Commissione Erasmus, che ci ha fornito dettagliatamente tutte le informazioni necessarie relative al viaggio, nonché i documenti propedeutici, tra cui i moduli di learning agreement, la scheda del Job shadowing con il calendario delle lezioni e le previste competenze in uscita.
In breve tempo io e il mio collega abbiamo provveduto all’organizzazione del viaggio nel rispetto dei tempi e del budget previsti.
Nei giorni precedenti la partenza, abbiamo avuto la possibilità di contattare direttamente la prof.ssa Teresa Teixeira, referente Erasmus della scuola ospitante, che ci ha gentilmente offerto il suo aiuto per qualsiasi necessità pratica relativa al soggiorno.

La mobilità a cui ho partecipato è stata il “Job shadowing”.
La scuola ospitante “Agrupamento de Escolas Aver o Mar” si trova in una cittadina poco lontana da Porto sulla costa dell’Oceano Atlantico, Póvoa de Varzim, in un contesto sociale tranquillo; terra di pescatori e agricoltori, centro di attrazione turistica durante il periodo estivo.




Le docenti della scuola ospitante si sono mostrate sin da subito molto accoglienti, ci hanno assistito e seguito in maniera eccellente durante tutto il soggiorno. Un valore aggiunto a questa esperienza è stata la partecipazione alla mobilità anche di cinque colleghe polacche con le quali abbiamo scambiato opinioni, informazioni e condiviso attività.

La settimana è stata scandita secondo un calendario condiviso che la referente Erasmus ci ha consegnato durante il primo incontro.
Una prima riflessione si focalizza sul sistema scolastico portoghese che è organizzato in maniera differente da quello italiano. Esso prevede l'obbligo scolastico dai 6 anni ai 18 anni ed è così organizzato:
Primary school: 1th to 4th Grade (dai 5/ 6 anni ai 9 anni)
Elementary school; 5th to 6th Grade (dai 9 / 10 anni agli 11 anni)
Middle school : 7th to 9th Grade (dai 12 anni ai 15 anni)
Secondary school: 10th to 12th Grade ( dai 15/16 anni ai 17/18 anni)
University: dai 17/18 anni

Ritengo che questo sistema scolastico, che unisce studenti di diverse età in un’unica aula, promuova la cooperazione, la condivisione di conoscenze e la crescita personale.
Il Curricolo delle attività scolastiche è comune a tutte le scuole statali e prevede la seguente struttura:
- dal 1th grade al 4th grade : Portuguese, Maths, Social studies, Art, English - dal 5th grade al 6th grade: Portuguese, Science, Maths, Art, PE, Music, HGP, Citizenship - dal 7th grade al 9th grade: Portuguese, Science, Maths, Art, PE, Steam, French or Spanish, Music, Geography, Physics, ICT, Citizenship, History.
Come emerge chiaramente, il curricolo si presenta più circoscritto nei primi anni di studio e si amplia progressivamente nei gradi successivi.
L’orario scolastico va dalle 9:00 alle 17:00 e include attività extracurricolari (danza, calcio, teatro…) che vengono definite e organizzate autonomamente da ciascuna scuola.
Durante la permanenza abbiamo visitato tre scuole dell’ Agrupamento de Escola Aver o Mar: la Elementary school e Middle school situate nell’Istituto principale, la Primary school “EB1/JI Navais e la Primary School EB/JI Teso che si trovano nel territorio limitrofo. L’Istituto principale ospita circa 1.000 studenti ed è dotato di ampi spazi esterni, attrezzati per lo sport e per il tempo libero, una mensa con cucina interna, un bar, laboratori con attrezzature all’avanguardia ( aula di arte, aula teatro, Radio Club, due palestre), una grande biblioteca fornita di libri, materiali STEM e dotata di un angolo registrazione audio-video,
ampie aule con lim e pc, una grande aula dedicata al sostegno, una snozzelen room, una sala insegnanti con cucina e spazi relax, un social service office, un psychologist office.




Abbiamo avuto l’opportunità di ammirare ambiziosi progetti realizzati dagli alunni come ad esempio:
- la realizzazione di una stazione metereologica con annesso sismografo i cui dati vengono regolarmente pubblicati sul sito web della scuola;


- la creazione di un'App in grado di rilevare la presenza di esseri viventi all’interno dell’abitacolo di un’autovettura, al fine di salvare animali o bambini lasciati incustoditi.
Questa scuola accoglie ogni anno decine di alunni immigrati provenienti da moltissime parti del mondo, soprattutto dal Brasile, Argentina, Pakistan e Ucraina. Questo fenomeno rappresenta, come nel nostro Paese, una questione di grande rilevanza e talvolta di complessa gestione nell'ambito scolastico.
A tal proposito abbiamo potuto constatare che questa organizzazione scolastica prevede al suo interno la presenza di un'assistente sociale che assiste e segue la famiglia immigrata sin dal primo momento, affinché si realizzi un progetto di inclusione reale e concreto che coinvolga non solo gli alunni ma anche ogni membro della famiglia.

Un’altra figura fondamentale in questa scuola è la psicologa, che fornisce sostegno e supporto agli alunni con bisogni educativi speciali e a tutti gli studenti che necessitano di aiuto e orientamento.
Gli studenti immigrati frequentano lezioni di lingua portoghese per 4 ore settimanali, supportati da una docente e una mediatrice culturale. Abbiamo avuto l’opportunità di osservare una lezione tenuta dalla prof.ssa Rosario Silva, nella quale gli alunni di diverse nazionalità lavoravano in piccolo gruppo seguendo percorsi di apprendimento personalizzati, in base alle competenze linguistiche di ciascuno.
Molte sono le iniziative promosse volte alla concreta realizzazione di una scuola aperta e inclusiva: la progettazione di molti laboratori in cui gli alunni sono i protagonisti del proprio sapere; il teatro con lo spettacolo di fine anno che coinvolge insegnanti, collaboratori, alunni e famiglie; la festa multietnica in cui le famiglie provenienti da tutto il mondo preparano piatti tipici della propria tradizione nonché l’organizzazione di attività extrascolastiche per far sì che anche gli alunni con difficoltà economica e sociale possano svolgere attività sportiva o ludica.
In questa scuola ho davvero potuto apprezzare esempi concreti di integrazione, inclusione, tolleranza e rispetto. Lo spirito votato al multiculturalismo conferisce a questo Istituto una dimensione internazionale e multietnica. Ogni figura professionale di riferimento fornisce un contributo fondamentale alla realizzazione di un così ambizioso progetto.
Particolarmente interessante è stata la lezione “The
Supersearchers” in classe 8th grade, dove gli alunni hanno
utilizzato lo smartphone per condurre ricerche guidate al
fine di verificare l'autenticità di alcune informazioni, foto e
video reperibili facilmente in rete. Gli alunni non solo
dovevano verificare la veridicità delle informazioni ma
anche fornire una motivazione. Abbiamo potuto apprezzare
un clima sereno e molto partecipativo.
Insieme alle colleghe polacche, ho partecipato a un laboratorio di educazione civica sulla multiculturalità. Durante la lezione, insieme agli alunni di una classe 5th grade, abbiamo riflettuto sul significato di questo termine e successivamente abbiamo realizzato manufatti
e cartelloni con parole, frasi e disegni emersi dalla nostra discussione. E’ stato davvero molto bello ed emozionante lavorare insieme ai ragazzi!
L’ultimo giorno di mobilità, con la prof. Andreia Teixeira, assistente sociale dell'Istituto, abbiamo svolto un laboratorio che attraverso il gioco aveva l’obiettivo di sviluppare competenze sociali e relazionali. Con grande entusiasmo ci siamo messi alla prova e, senza dubbio, è stato uno dei momenti più divertenti e formativi di questa esperienza!
Sono certa che riproporrò queste attività ai miei alunni poiché credo che possano essere strategie molto utili e coinvolgenti.
La realizzazione all’interno di questa scuola della “snozzelen room” rappresenta, a mio parere, un valore aggiunto significativo. Quest'aula è stata creata per gli studenti affetti da Autismo, che in questo istituto sono circa un centinaio. È dotata di strumenti e attrezzature che, attraverso i sensi, stimolano il rilassamento del corpo e della mente. Come docente di
sostegno, vivere questa esperienza in prima persona è stato fonte di grande arricchimento professionale.
Gli altri due istituti che abbiamo visitato, la scuola Primaria EB/JI Teso e la scuola EB1/JI Navais seppur meno moderne avevano un aspetto accogliente e vivace e un ambiente ben strutturato.
Ad esempio, nella scuola EB/JI Teso i bambini possono usufruire di una pista ciclabile in cui imparare ad andare in bicicletta e ricevere una prima educazione stradale.
Dal punto di vista educativo didattico, per quanto ho potuto osservare, non ho riscontrato grosse differenze rispetto alle metodologie da noi adottate.
Durante il nostro soggiorno abbiamo avuto la possibilità di visitare il Museu Municipal de Etnografia e História di Póvoa de Varzim, uno dei più antichi musei etnografici del Portogallo. Al suo interno abbiamo potuto ripercorrere la vita, le arti e le tradizioni delle comunità dei pescatori e dei contadini di Povoa de Varzim, nonché ammirare interessanti reperti di arte religiosa locale.
Casa dei pescatori Camisola poveira
Barche Poveiro Simboli antichi usati dai pescatori
Una delle grandi opportunità personali che questo viaggio mi ha offerto è stata la possibilità di visitare Porto, una bellissima città nella parte settentrionale del Portogallo sulle rive del fiume Douro, poco distante dall’Oceano Atlantico. Questa vivace città mi ha affascinato profondamente per i suoi imponenti palazzi come la Câmara Municipal de Porto, la stazione ferroviaria di Sao Bento adornata con bellissime azulejos, la Cattedrale di Porto in stile romanico con le sue torri da cui ammirare un panorama mozzafiato.
Molto caratteristico è il quartiere Rebeira,
dichiarato dall'Unesco patrimonio
dell'umanità per le sue caratteristiche che lo
rendono unico nel suo genere. Esso è
costituito da un intreccio di strade
strettissime e pittoresche, ricche di locali
tipici e caratteristici, che si snodano lungo le
rive del fiume Douro.
A sostegno del grande valore formativo di questa esperienza, ritengo che nessuna descrizione di un sistema educativo regga il confronto con “l’entrare” direttamente in una scuola, percorrerne i corridoi durante le lezioni o l’intervallo, vedere le aule e i laboratori o assistere alle lezioni, osservando docenti e alunni al lavoro.
Assistere e partecipare alle attività di questa mobilità Erasmus+ mi ha aiutato a sviluppare competenze trasversali utili all'utilizzo degli strumenti in un’ottica collaborativa, alla gestione delle relazioni, al coinvolgimento dei colleghi e dell’intera comunità scolastica attraverso il confronto con realtà straniere, stimolanti e differenti, e sviluppando un vero e proprio senso di appartenenza ad un progetto educativo-didattico di respiro internazionale.
Questa esperienza ha consolidato in me la convinzione che limitarsi alla propria comfort zone, sentirsi protetti nelle proprie abitudini didattiche, non aiuta noi docenti ad imparare a guardare il mondo con una visione più ampia, presupposto imprescindibile per crescere professionalmente, migliorare e diventare cittadini europei.
Tale formazione mi ha consentito di vivere in prima persona una realtà educativa diversa dalla nostra, arricchendomi personalmente e professionalmente, molto più di quanto sarebbe stato possibile mediante, seppur validi, corsi teorici.
Quest'esperienza ha pienamente soddisfatto le mie aspettative, e mi ha motivato a partecipare a nuove attività formative. Ha ulteriormente consolidato la mia motivazione a migliorare le mie competenze linguistiche nella lingua inglese.
Credo che questo Job shadowing possa avere una ricaduta importante sul mio Istituto, in particolare nella condivisione di esperienze e buone pratiche, nello scambio di strategie innovative, nello sviluppo di nuovi progetti e partenariati e nel favorire la realizzazione di una scuola inclusiva e aperta alla multiculturalità e diversità.
La divulgazione di questa mobilità è stata avviata inizialmente con il coinvolgimento dei colleghi per poi essere ampliata attraverso i social media, dove sono stati pubblicati i momenti più significativi di questa esperienza.
La partecipazione alla visita di studio
ha ampliato la mia conoscenza di altri Paesi e culture MOLTO
ha aumentato le mie competenze MOLTO
mi ha aiutato a rafforzare la dimensione europea nel lavoro dell'istituto di appartenenza SI
mi ha aiutato a stabilire dei contatti durevoli con gli altri partecipanti per una cooperazione futura SI
ha soddisfatto le mie esigenze di sviluppo professionale continuo MOLTO
mi ha motivato a partecipare ad altre attività di formazione MOLTO
ha aumentato la mia capacità di utilizzare le nuove tecnologie informatiche e di comunicazione (TIC) SI
Ringrazio tutti coloro che mi hanno permesso di partecipare a questa mobilità Erasmus, in primis il mio Dirigente che ha autorizzato la mia trasferta; un ringraziamento particolare va alla prof.ssa Cristiana Lucarini che ci ha supportato con estrema disponibilità e a tutta la Commissione Erasmus per il grande impegno e per il lavoro che ogni anno svolge a sostegno di questo importante Progetto.
Arcevia, 13/04/2025 Raffaella Clementi





























