(Acer campestre) Fam. Aceracee
Albero alto fino a 12
(22) m, a tronco spesso contorto e molto ramificato con chioma larga.
Ha la corteccia grigio-bruna screpolata in placche.
Le foglie semplici, con picciolo da 2-5 (10) cm, sono palmate (a 5 lobi). La lamina è di colore verde-oscuro sopra, più pallida e ruvida nella
pagina inferiore, in autunno passa al giallo o al rosso.
Fiori in corimbi eretti, di 10-20-fiori, tomentosi. Calice e corolla, simili tra loro,
giallo-verdognolo.
Infruttescenza pendula con samare ad ali orizzontalmente aperte, spesso rossicce.
L'Acero campestre si estende a gran parte dell'Europa e raggiunge l'Asia occidentale;
nell'Italia vive sporadica in quasi tutta la penisola, sino a 1200 (1500) m.
L'importanza forestale è modesta, in tempo la pianta era largamente coltivata come albero
tutore per la vite; sopporta bene le potature e il morso degli animali e per questa
attitudine si adatta alle forme obbligate nella formazione di siepi.
Il legno, ad alburno roseo-chiaro, è semitenero, ma tenace e di lunga durata; trova
impiego nella fabbricazione di attrezzi agricoli e di calci da fucile.
Combustibile ottimo come legna da ardere. Le foglie sono un buon foraggio per pecore e
capre.