(Dama dama)
Il daino fa parte della fauna naturale italiana.
Si suppone che questa specie sia stata introdotta in Italia dai fenici, ma sicuramente
all'epoca di Roma imperiale il daino fu importato dalla Mesopotamia.
Poiché, essendo una specie estranea, può provocare problemi di competizione con specie
autonome, bisognerebbe gradualmente eliminarlo o, comunque non incentivarne la
riproduzione.
Nella regione Marche la specie era completamente assente nel secondo dopoguerra; tra il
1960 e il 1975 sono stati effettuati un certo numero di lanci e la specie è stata
allevata da enti pubblici e privati perché se ne temeva l'estinzione. Successivamente, in
alcune parti, i daini sono stati ceduti gratuitamente alle Amministrazione e poi liberati
mentre sarebbe stato bene ucciderli, sia per la salvaguardia che per la sopravvivenza di
altri animali autoctoni.
Nel 1983 uno studio eseguito per la Carta Faunistica Regionale, segnalava undici luoghi in
cui la specie era presente nelle Marche e che in tutto ce ne erano 140-160 capi.
Oggi, 17 anni dopo, il numero dei daini è aumentato notevolmente ma non sappiamo di
quanto.
Allora il nucleo più rilevante era quello del Catria, in seguito alla introduzione di
daini provenienti dalla Yugoslavia, attualmente l'area del Catria risulta
ancora la zona in cui vive il maggior numero di questi animali.
La specie, comunque, è diffusa in tutto il complesso appenninico (Monte Cucco, Monte
Strega, Monte Petrano, Monte Nerone, Monte Carpegna).
Altre zone in cui il daino è presente sono anche il Furlo, Acquasanta Terme, Valleremita,
Montefortino, e altre poco definibili.